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STUDI SULL’AUTISMO - GIORNATA DI RICERCA E DI DIBATTITO

Per proporre un contributo alla discussione sull’autismo pubblichiamo la presentazione della giornata di studio promossa dall’ALI e dall’EPhEP (École pratique des Hautes Études en Psychopathologies) che si è svolta all’Amphithéatre de l’Hopital des Diaconesses a Parigi sabato 24 Novembre 2012.

Ci sono dei bambini senza storia dal punto di vista organico – il pediatra non ha niente da dire in proposito – e che però restano fuori dall’economia libidica alla quale, normalmente, dovrebbero essere precocemente invitati.

È come se una connivenza con la madre sulla preziosità dell’oggetto che essi rappresentano e che dà il suo senso ai fonemi e alla loro musicalità fosse la condizione dello sviluppo psichico, dell’acquisizione del linguaggio, dell’accesso alla polifonia del significante a scapito dell’univocità dei segni.

Come fare accettare oggi il ruolo fondamentale di questa erotizzazione per il bebé affinché, nonostante i progressi tecnici della fecondazione, non si dimentichi che egli resta il bambino di Eros?

Due tesi dunque si oppongono: quella dell’organicità e quella dell’impossibilità per la madre (impossibilità che può essere accidentale) di mettere spontaneamente in opera questa erotizzazione. È sufficiente che lei si trovi, magari suo malgrado, oppure per delle buone ragioni, in conflitto con essa.

Uno psicanalista non può che incoraggiare la ricerca biologica, sebbene sia poco probabile che esista una facoltà o un’attrezzatura cerebrale dell’inserimento sociale. Di contro egli può dispiacersi che la propagazione moderna di una sessualità senza erotismo possa rendere impopolare il riconoscimento del ruolo precoce della libido nello sviluppo psichico.

 

(Charles Melman)

 

 

La questione dell’eziopatogenesi dell’autismo ultimamente ha sollevato una viva polemica che oppone le teorie psicodinamiche ai modelli biologici organici.

In questi ultimi trent’anni, le ipotesi hanno subito variazioni secondo le epoche, i concetti e i progressi scientifici e tecnologici.

Tuttavia, malgrado le ricerche che si sono moltiplicate, fino ad oggi:

nessun modello eziologico ha potuto essere realmente preso in considerazione;

nessun indicatore biologico identificato in quanto tale;

nessun processo psicopatologico specifico messo in evidenza è stato condiviso da tutti.

Davanti all’assenza di risultati probanti e di consenso, il concetto di “Sindrome” è certamente più appropriato per caratterizzare l’autismo.

L’autismo può essere considerato come un insieme di segni precoci che alterano lo sviluppo del bambino in termini di interazioni sociali, di comunicazioni verbali e non verbali e di stereotipie motrici e di linguaggio comportamentali o ideative. Di fatto, ci si deve confrontare con l’eterogeneità clinica e neurobiologica dei casi d’autismo, da cui la difficoltà di stabilire delle classificazioni diagnostiche. Questo ha avuto come conseguenza la creazione della nozione di: Disturbi dello Spettro Autistico.

Come pensare la cura e l’educazione quando tutti i metodi di trattamento dell’autismo hanno i loro successi e i loro scacchi? Questo sarà il filo conduttore delle nostre riflessioni.

(Paule Cacciali)

(Trad. di Silvia Biancardi)