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FECONDAZIONE DI STATO

di Marisa Fiumanò

L'articolo è stato pubblicato subito dopo l'approvazione della legge sulla fecondazione assistita, nel 2004 Sono anni che in Italia si discute di una legge che regolamenti la procreazione assistita, che non si riesce a coagulare due schieramenti compatti e contrapposti: quello di destra, oscurantista e quello di sinistra libertario, lo schieramento di destra e quello cattolico contro tutte le forme di fecondazione che non siano omologhe, cioè interne alla coppia, e quello di sinistra favorevole al donatore di sperma e alla donatrice d’ovuli, alla coppia gay così come alla single, alla scelta dell’ovulo e dello sperma migliore e via dicendo. In Italia, vuoi per il femminismo tenace che ha conquistato anche le donne dei partiti moderati o addirittura illiberali, vuoi perché la matrice cattolica è meno radicata di quanto sembri, vuoi perché la questione riguarda soprattutto le donne, e le donne non sono mai tutte irreggimentabili, né a destra né a sinistra, insomma per tutte queste e altre ragioni le proposte di legge si sono trascinate per anni senza che su nessuna si trovasse un accordo e fino a che, a causa del governo attuale, per esaurimento di energie o ancora perché tutti sono consapevoli che l’applicazione di norme restrittive in materia è ampiamente raggirabile, alla fine è stata approvata una legge proibizionista. Sono insorte le donne sia da destra che da sinistra e lo scontro politico si è trasformato in scontro fra i sessi. Alcune, come l’onorevole Alessandra Mussolini, non si sono arrese alla linea del loro partito: indignarsi perché Fini osa criticare nonno Benito non le impedisce di considerare la legge misogina e irrispettosa della libertà delle donne.
Aporie della fecondazione assistita.
La legge è passata anche con l’appoggio di una parte della sinistra cattolica e moderata. Ora le destre insoddisfatte e la sinistra più sinistra minacciano il referendum.
In questa bagarre in cui si litiga a colpi di ideologia o in nome della “ragione scientifica” (tutelare l’embrione, come vuole la legge, significa bloccare la ricerca; impiantare tutti gli ovuli, anche se difettosi, significa mettere un’ipoteca sulla salute del nascituro, ecc.), nessuno si preoccupa di interrogarsi sulla natura della domanda delle donne o delle coppie cosiddette sterili, né sul perché questa benedetta fecondazione assistita, che si pratica sugli animali da più di un secolo e che da più di un secolo sarebbe applicabile anche agli uomini, riscuota all’improvviso tanto successo.
Gli italiani stanno forse diventando sterili? Oppure siamo di fronte a una sessualità sofferente, a una difficoltà aggravata nei rapporti fra uomini e donne?
L’offerta tecno-scientifica incontra in questo disagio accentuato una clientela spesso smarrita e dolorante e perciò pronta a credere nel miracolo.
Mi è capitato di ricevere coppie cosiddette sterili che avevano rapporti sessuali pressoché inesistenti oppure donne perfettamente sane sia organicamente che fisiologicamente eppure infertili per motivi puramente psichici.
Non sarebbe bastata una buona normativa sanitaria per proteggere donne e futuro bambino? Non sarebbe il caso di istituire dei luoghi in cui degli psicanalisti (si, proprio loro) possano ascoltare che cosa davvero chiedono queste donne e uomini smarriti quando si rivolgono alla tecniche riproduttive? Non sarebbe il caso di interrogare i saggi, se ancora ce ne fossero, per capire cosa è successo dal momento in cui gli uomini hanno cominciato a manipolare la procreazione? E di capire perché sempre meno vogliamo avere a che fare con l’irriducibilità del non-rapporto sessuale e facciamo del desiderio di bambino, talvolta, il nostro alibi?