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Crisi dell’umanizzazione, malessere nella democrazia. Che ne dice la psicoanalisi?

Jean-Pierre Lebrun dialoga con Giuseppe Pellizzari e Marisa Fiumanò

Il modello sociale cui facciamo riferimento oggi non è più piramidale, il nostro modo di vivere insieme rinvia piuttosto alla figura della rete. Alla verticalità del mondo di ieri si è sostituita l’orizzontalità del mondo attuale.

    Il modello piramidale dava per scontato che ci fosse una sommità e che occupare quel posto fosse legittimo, anche se chi lo occupava poteva essere contestato o addirittura rovesciato. Quel posto era anche quello di Dio – o del re, dell’imperatore, del capo, del padre di famiglia – vale a dire un posto d’eccezione.
    Poi il disincanto del mondo, la fine del sistema teologico-politico che prima dominava le nostre società strutturate dalla religione, il declino di quello che gli psicoanalisti chiamano Nome del Padre hanno cambiato le cose.
    Ci siamo sbarazzati di chi occupava quel posto o del posto stesso? Se le due cose sono confuse, se ogni forma di verticalità è bandita, se la collettività fa riferimento solo all’orizzontalità, che cosa ne deriva? Nessuno sarà legittimato a occupare un posto d’eccezione o a esercitare una qualsiasi leadership: l’uomo politico, il padre, l’insegnante o lo psicoanalista.
 


testo in preparazione al suo seminario del 6 maggio

CRISE DE L'HUMANISATION

Pourquoi vous proposer ce titre de " Crise de l'humanisation"? Ce sera ma thèse, que je vais défendre, c'est que nous sommes face à une crise inédite de l'humanisation; simplement parce que  les difficultés que sont les notre aujourd'hui, qui sont aussi bien économiques, politiques, institutionnels mais aussi cliniques, puisque nous voyons tout une série de difficultés émerger de tout autre façon que par avant qui vont d'ailleurs aussi exiger de la part de l'analyste ou du psychiatre de prendre en compte tous ce qui ce passe un peu autrement;

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