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Ricordando Rosanna Invernizzi

Nella nostra associazione Rosanna è stata una presenza discreta ma vigile, intelligente e attiva. A lei dobbiamo la lettura puntuale e accurata delle grandi cliniche freudiane che sono ancora scritte nel programma 2017 del Laboratorio Freudiano. Aspettavamo che potesse riprenderle, perché il suo lavoro costituiva una risorsa importante per tutti: soci, docenti e allievi.

All’esterno traspariva poco dell’intensità che la animava e dell’incessante lavorio interiore che la spingeva a cercare nella lingua modi e figure inediti e originali per dire ciò che è meno dicibile, per accostarlo, colonizzarlo, umanizzarlo con le parole.

La finezza toccante del suo discorso ha depositato una straordinaria ricchezza a cui, personalmente, potrò attingere nella pratica clinica come nella teoria. È un dono, è la sua eredità più preziosa, di cui la ringrazio con affetto e calore.

Rosanna era una donna coraggiosa, capace di affrontare e assumere il suo destino senza lamenti, rivendicazioni, attribuzioni di colpe. Aveva uno stile sobrio ed essenziale, lo stesso con cui ha sopportato e attraversato la sua crudele malattia.

Marisa Fiumanò