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Pubblicazioni

Dès l’origine, le discours analytique a promu l’importance de la fonction de l’objet et de son élection dans la subjectivité humaine. Néanmoins son statut est longtemps resté dans le flou d’une appréhension intuitive. Lacan a fixé les termes logiques et topologiques de l’enjeu de cet objet, cause du désir, et de sa fonction majeure dans la cure comme dans celle de sa fin.

Il transfert, l’oggetto  a causa del desiderio, l’identificazione. Sono i nodi a partire dai quali Jean-Paul Hiltenbrand tesse una storia dei fondamenti della psicoanalisi: la loro genesi ed evoluzione, la loro applicazione nella pratica analitica, i problemi insoluti e gli interrogativi che ancora oggi essi pongono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mito delle Danaidi, condannate da Giove a riempire perennemente una botte dal fondo bucato, è evocato da Lacan per definire la natura paradossale del godimento (jouissance), mai sufficiente a colmare il nostro corpo che ne è sempre alla ricerca. Il godimento ci attraversa incessantemente come un flusso inarrestabile. Come governarlo? Come arginare le sue derive, i suoi eccessi, la dipendenza da ciò che lo produce?

Con continuo riferimento alla lezione lacaniana, questo saggio esplora le difficoltà e le modalità del godimento nelle nostre società democratiche e liberali, egualitarie e individualiste, sessualmente disinibite. In realtà sofferenti, prive di legami identitari e di referenze simboliche, seppure attraversate da segnali di controtendenza.

Alla base dell’indagine si situa l’aforisma di Lacan che dà il titolo al libro: “l’inconscio è il sociale”. La logica del “discorso del capitalista” risulta insostenibile e abolisce il soggetto, affermava Lacan all’inizio degli anni settanta, e alla fine non può che produrre degli anticorpi. La psicanalisi è l’anticorpo per eccellenza, perché sostiene la centralità del soggetto, il suo desiderio e un legame sociale che sia con essi compatibile.